Giocare a carte con moderazione: può portare alla dipendenza

January 12th, 2010

Written from AssoDiCoppe

Gli antichi romani, dall’alto della loro saggezza, dicevano che “in medio stat virtus”, cioè che “la virtù sta nel mezzo”. Non è assolutamente vero, infatti, che il gioco d’azzardo sia un demone da combattere, un male della società che rovina la gente, qualcosa che andrebbe vietata a prescindere. Così come non è vero che il gioco d’azzardo è totalmente innocuo. D’altronde, qualcuno si è mai sognato di demonizzare ad esempio la cioccolata, additandola come principale artefice delle disgrazie dell’umanità? Ma è naturalmente vero che mangiare due chili di cioccolata al giorno porta a conseguenze devastanti. Tutto ruota attorno al saper fare buon uso di ciò che ci circonda: esagerare non porta mai a nulla di buono, a prescindere da quale sia il campo in questione. Giocare d’azzardo per divertirsi non è assolutamente qualcosa di deprecabile.

… e giocare per vincere

Così come non è deprecabile giocare con l’intento di vincere del denaro, poiché questa è una delle finalità, assieme al divertimento, del giocare d’azzardo. L’importante è non giocare mai denaro che non ci possiamo permettere di perdere. Il modo migliore per giocare d’azzardo avendo il cuore leggero (che è anche l’unico modo per essere psicologicamente ben disposti verso la fortuna e la vittoria), è stabilire una somma settimanale o mensile oltre la quale non andare. Tale importo dovrebbe essere il ricavato di una gestione oculata del proprio denaro, e dovrebbe essere annoverato come “spesa per il proprio relax”. Quindi mai giocare d’azzardo con i soldi del mutuo, con i soldi stanziati per l’istruzione dei figli, con i soldi dedicati alla nostra salute.

Il gioco e la dipendenza

Giocare seguendo i consigli di cui sopra non può certamente portare alla dipendenza. È tutta questione psicologica. Se giochiamo dei soldi che ci possiamo permettere di perdere, con lo scopo principale di passare un po’ di tempo divertendoci, che vinciamo o perdiamo non fa una grossa differenza. Perdere non ci porta a voler giocare ancora per recuperare quanto abbiamo perso, perché non ne abbiamo alcun bisogno. Viceversa, rischiare giocando dei soldi destinati ad altro, e poi perdere, creerà un meccanismo naturale e fisiologico di rivalsa: vorremo assolutamente giocare ancora per recuperare i soldi perduti, con la possibile e terribile conseguenza di perdere altri soldi. Giocare d’azzardo non deve essere considerato un modo per risolvere i nostri problemi finanziari o per sbarcare il lunario, perché inevitabilmente capiteranno dei periodi negativi conditi da sconfitte: basare il lato economico della vita sul gioco d’azzardo creerà inevitabilmente dei problemi. Giocare in maniera responsabile rende tutto sopportabile e rende l’esperienza del gioco un vero divertimento: chi mai potrebbe divertirsi a giocare d’azzardo sapendo che dall’esito di quel determinato gioco dipende la sua possibilità di mangiare, di pagare la rata dell’automobile, di pagare l’intervento chirurgico? I veri giocatori d’azzardo non sono quelli che rischiano ciò che non possono permettersi, ma sono quelli a cui quali piace il brivido della scommessa slegato dall’esito finale: vincere o perdere, per il vero giocatore, non ha alcun tipo di influenza.

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